A SPECIAL TRIP

Il progetto si fonda su un elemento centrale: la narrazione. Questo s’inserisce in maniera ottimale all’interno della metodologia della scuola dell’infanzia che usualmente utilizza racconti e fiabe di ogni tipo per fini didattici. Le narrazioni in generale sono un insieme completo di dati che s’intrecciano tra loro: personaggi, azioni, luoghi che appartengono al mondo circoscritto della storia. Nella metodologia che propongo nel mio progetto, si sfrutta proprio quest’aspetto della narrazione che crea il mondo immaginario dove contestualizzare avventure e lingua, portando i bambini a vivere l’atmosfera incantata e a identificarsi con i personaggi del racconto, narrando insieme l’avventura che li vedrà come spettatori preferenziali, attenti e curiosi.

Una delle particolarità del metodo sta poi nel rito d’inizio e di fine dei format.

I bambini hanno comunemente nel loro bagaglio d’esperienza informazioni e ricordi che provengono da fiabe raccontate e cartoni animati visti. In molti di questi il fattore magico è fondamentale ed è spesso caratterizzato da un oggetto o da una formula magica che permette ai protagonisti di intraprendere avventure incredibili. Così avviene anche nei format narrativi. Oltre ai personaggi che appartengono al mondo della fantasia, abbiamo una formula magica da recitare insieme ai bambini, un incantesimo che ci fa volare fino al mondo in cui vivono Tina ed Eko e che ha il grande potere di contestualizzare nello spazio e nel tempo ogni avventura. In questo mondo tutto può accadere, e quindi anche di parlare un’altra lingua e di poterla comprendere. La formula magica in questa metodologia è il contare lentamente insieme ai bambini dall'uno al dieci (inizialmente), aumentando gradualmente il grado di

difficoltà: prima i numeri sono pronunciati dai bambini a ripetizione; in seguito, dopo la loro memorizzazione, in modo simultaneo con l’insegnante, aumentando gradualmente i numeri d’arrivo. L’oggetto magico “simbolo culturale” s’identifica invece nella speciale bandierina che sventolo davanti a loro. Questa è il mezzo fondamentale per l’innescarsi dei meccanismi che portano i bambini a un impegno sincero nella comprensione della storia nella seconda lingua.  Io spiego che questa bandierina è un regalo di Tina, la mia amica lucertola del mondo dell’  Inglese. Racconto che me l’ha donata perché ci potessimo capire e raccontare le storie ma che ha un difetto: solo quando la sventolo, parlo e comprendo l’inglese! Attraverso il format, i bambini hanno la possibilità di vivere i ruoli dei protagonisti delle storie e, come avviene nelle fiabe, di identificarsi con loro, lontano da tutto ciò che avviene nella loro realtà.

Oltre al racconto, ci sono tanti giochi per insegnare in maniera divertente le nozioni, quali numeri, colori, animali, personaggi della famiglia che senza un giusto contesto, difficilmente sono appresi dai bambini. Infine ci sono le canzoni, i disegni, le filastrocche, l’uso delle Flash Cards (cartoline illustrate) che aiutano il bambino ad acquistare sempre più confidenza e fluidità nell’esprimersi nella lingua straniera.



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