Le tue radici non sono una condanna, ma il terreno da cui scegliere come fiorire.
Carlo Marino è un pubblico ministero ormai in pensione, che dal tribunale di Milano si trasferisce nella campagna calabrese per coltivare la terra di famiglia. Cesare è il figlio di un boss locale, un ragazzino arrabbiato e con un reato grave alle spalle, a cui però è stata offerta una “messa alla prova”, una misura alternativa al carcere. Le loro strade si incrociano all’ombra degli aranci, quando Cesare, insieme ad altri due ragazzi della comunità, inizia ad aiutare il magistrato nei lavori di campagna. A poco a poco, il ragazzo scopre che dietro ogni singolo frutto c’è il lavoro. E che il lavoro dà dignità, se organizzato con principi di giustizia. Una storia tutta diversa rispetto a quella che gli ha insegnato la sua famiglia, per cui il lavoro agricolo è solo sfruttamento e guadagno. Da che parte stare? Sarà proprio una delle braccianti del padre, Estel, a mettere Cesare di fronte alla sfida più coraggiosa: rompere con il passato per affondare le sue radici in una terra nuova.
Un romanzo profondo e coinvolgente sulle seconde opportunità, perché a volte è proprio dagli errori che si cresce.
Perché leggerlo in classe
Per smontare il mito del “destino segnato”: offre ai ragazzi una prospettiva concreta sulla giustizia riparativa e sulla dignità del lavoro. Attraverso il contrasto tra lo sfruttamento mafioso e la cura della terra, gli studenti possono riflettere su come la legalità non sia un concetto astratto, ma una pratica quotidiana che permette di trasformare un errore in un’occasione di riscatto.
















