C'era una volta una villa da cui non si tornava indietro.
In un paesino d’Italia disperso tra i monti e le colline, si trova la maestosa residenza della signorina Mefelide Malabrogi, nota agli abitanti del posto per essere una delle creature più malvagie, avide ed egoiste che abbiano mai camminato sulla Terra. Peccato solo che Vera e Viola, la nipote e sua figlia, non siano a conoscenza della macabra fama della zia. Infatti, quando viene chiesto loro di trasferirsi nella lussuosa dimora, quasi fanno i salti di gioia: cosa potrà mai andare storto? Ben presto, però, la piccola Viola si rende conto del guaio in cui si sono cacciate: Mefelide è una megera, sempre pronta a umiliare Vera, ridotta più a una schiava che a una domestica. Come se ciò non bastasse, le persone che entrano nella villa sembrano… svanire nel nulla, volatilizzate! Decisa a prendersi la propria rivincita sull’odiosa zia, a Viola non resta che trovare il coraggio nei suoi tanto amati libri e rimboccarsi le maniche, forte dei consigli dell’amico vagabondo Tancredi e dell’aiuto di una piccola e adorabile creaturina con il vizio per i furti.
Perché leggerlo in classe
Perché è una moderna fiaba gotica che celebra il potere salvifico della lettura. Il romanzo utilizza archetipi letterari classici (la megera malvagia, la dimora misteriosa, l’eroina coraggiosa) per costruire un mistero avvincente e accessibile. Questo permette di introdurre gli studenti ai canoni del genere gotico e della fiaba in modo coinvolgente. Il motivo pedagogico più forte, però, risiede nel suo messaggio metanarrativo: Viola trova il coraggio per agire proprio nei libri che ama. Questo tema offre un aggancio potentissimo per una classe di giovani lettori, perché nobilita la lettura trasformandola da semplice passatempo a strumento concreto di empowerment. Il libro dimostra che le storie non solo ci fanno sognare, ma ci forniscono anche gli strumenti e la forza per affrontare le ingiustizie del mondo reale.
















