C'è un posto a tavola dove nessuno è straniero: la storia vera della mensa che sfidò l'odio.
Milano, 1939. Israel incontra Brigitte e Werner, due bambini profughi ebrei, costretti a sopravvivere come possono nell’Italia della dittatura fascista. Li invita a fare merenda, la prima di tante altre: nasce così la Mensa dei Bambini – pensata per garantire ai più giovani un’infanzia dignitosa -, tra i cui tavoli si intrecceranno le vite di tanti ragazzi e nascerà una nuova, grande famiglia. È attraverso questa istituzione che Israel Kalk contribuirà a salvare la vita di molti bambini e delle loro famiglie durante la Shoah.
Perché leggerlo in classe
A differenza di molte storie sulla Shoah che si concentrano esclusivamente sulla tragedia o sulla fuga, questo libro offre una prospettiva preziosa: la resistenza attraverso la cura del quotidiano. Insegnare questo libro significa mostrare ai ragazzi che l’eroismo non è solo un atto eclatante, ma anche il coraggio di riconoscere la dignità altrui quando lo Stato cerca di negarla. La “Mensa” non offriva solo cibo, ma un’infanzia: un invito a merenda diventa un atto politico di ribellione alla disumanità, dimostrando che la solidarietà organizzata può essere potente quanto un esercito.
















