In occasione dell’uscita di CountDawn 1. Il libro di neve (Piemme), ospitiamo su LeggendoLeggendo un intervento di Pierdomenico Baccalario e Marco Magnone, tratto dalla rivista Isola dei libri. Un testo che accompagna la nascita del romanzo e ne chiarisce l’urgenza narrativa e politica, offrendo uno sguardo diretto sulle domande che attraversano questa nuova storia.
CountDawn inaugura una distopia vicina e inquietante, in cui tecnologia, controllo e libertà tornano a interrogarsi a vicenda attraverso uno degli strumenti più antichi e potenti che abbiamo: il libro. Un oggetto fragile e insieme sovversivo, capace di sfuggire ai sistemi di sorveglianza e di portare un messaggio nel tempo, prima che il futuro venga cancellato.
Che cosa è più importante: la libertà o la sicurezza?
di Pierdomenico Baccalario e Marco Magnone
CountDawn è una storia che lega qualcosa di molto nuovo a qualcosa di altrettanto antico.
Che cosa c’è infatti di più contemporaneo che le domande sulle intelligenze artificiali e su come cambieranno le nostre vite? C’è chi pensa che siamo davanti a una rivoluzione tecnologica che ci sta mettendo in mano un nuovo strumento – come nuovi strumenti sono stati la scrittura, la stampa a caratteri mobili, internet – e chi pensa invece sia molto di più. Qualcosa in grado non solo di condizionarci, ma di governarci. E qui arriviamo all’elemento “antico”.
Chiunque abbia governato le nostre società – o ci abbia provato – ha dovuto fare i conti con un dilemma: che cos’è più importante – che cosa viene prima – la libertà o la sicurezza? Correnti e partiti politici sono nati e si sono sviluppati a seconda del peso maggiore o minore dato all’una o all’altra.
E così la nostra storia è un filo rosso che collega interrogativi solo in apparenza molto distanti tra loro; una storia il cui cuore è il senso delle storie che continuiamo a raccontarci fin dalla notte dei tempi e il valore dei libri con cui le conserviamo.
In questo modo è nata l’idea di un futuro distopico non troppo lontano, in cui una nuova forma di tecnologia senziente ha ridotto il genere umano al proprio servizio, in cambio di una vita sicura e tranquilla. E quella di un gruppo di ribelli – la banda di Peake e Dawn – che si lancia in una missione impossibile: mandare indietro nel tempo il racconto del proprio mondo, nella speranza che qualcuno possa leggerlo e cambiare il corso della storia. Questo è il primo volume di CountDawn. Il libro di neve.
Una storia che può essere letta a più livelli. Semplicemente godendosi la lettura di un’avventura e dei suoi numerosi colpi di scena, oppure come base per farsi qualche domanda. Sull’intelligenza artificiale. Su come immaginiamo il mondo tra qualche anno. Sui valori più importanti di una società. Su quello che potrebbe accadere nel secondo volume (sì, perché ci sarà un secondo volume).
Queste stesse domande sono anche la base dei laboratori che abbiamo immaginato per le scuole, e che vorremmo proporre alle classi che leggeranno il libro. E che ci piacerebbe incontrare per scoprire cosa pensano di Peake, Dawn, della loro banda. E soprattutto della nostra storia.
Scarica le schede didattiche di CountDawn
Per supportare la lettura in classe, abbiamo preparato schede didattiche dedicate al romanzo, pensate per guidare gli studenti nella comprensione dei temi principali, stimolare riflessioni etiche e di educazione civica e favorire connessioni con altre storie, la creatività e l’immaginazione. Ogni attività può essere svolta in autonomia dall’insegnante come progetto di lettura, o prima di un eventuale incontro con gli autori a chiusura del percorso.
Un’attività da portare in classe
Se si vuole poi approfondire il discorso e aiutare gli studenti a comprendere il genere distopico, consigliamo anche di dare un’occhiata alla nostra attività didattica pensata proprio per questo tema.
La distopia è un terreno narrativo che piace molto ai ragazzi e alle ragazze: mette in gioco mondi possibili, regole sociali estreme e il rapporto tra individuo e potere. Nell’attività c’è una proposta pratica pronta all’uso, per poter arricchire ancora di più la lettura del romanzo con un’opportunità di pensiero critico e dialogo.


















