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La bambina con la valigia

Una pagina di Storia tutta italiana, una parte del nostro passato che, come tale, non va dimenticata.

Nel 1945, quando suo padre scompare, inghiottito nelle spaventose voragini carsiche, Egea è solo una bambina. Ancora non sa che a breve inizierà la sua vita di esule, che la costringerà a lasciare la sua terra e ad affrontare un futuro incerto, prima in Sardegna, poi a Bolzano, accudita da una zia che l’amerà come una figlia.
La geografia del cuore di Egea Haffner avrà però sempre i colori, gli odori e i suoni di Pola, la sua città. Ed è una geografia che custodisce la sua storia personale, ma è anche parte della nostra vicenda nazionale: nella sua memoria si riflette il dramma di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo di istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra. Il suo racconto tiene accesa la luce della memoria e si fa simbolo della storia di chiunque ancora oggi sia costretto a lasciare la propria casa.


Perché leggerlo in classe

  • Per parlare di esodo istriano e di foibe, una delle pagine della Storia italiana meno note e più drammatiche.
  • Per conoscere una delle ultime e più preziose testimonianze di chi ha vissuto la Storia con la S maiuscola.
  • Per discutere sull’importanza della memoria, del tramandare i ricordi come metodo per salvaguardare il nostro futuro.

Estratto di lettura

Scarica le prime pagine del libro

Autore

Gigliola Alvisi

Vive, legge e scrive a Padova. Quando non è nella sua casa sull'argine del fiume, è in giro per scuole e biblioteche a chiacchierare di libri con i bambini e i ragazzi. Ha un marito reporter, due figli grandi e un cane saggio a macchie bianche. I suoi romanzi sono stati tradotti all'estero e hanno vinto numerosi riconoscimenti, tra cui, nel 2015, il Premio Il Battello a Vapore con Piccolissimo me.

Egea Haffner

Simbolo della tragedia dell'esodo istriano-dalmata, nasce a Pola il 3 ottobre 1941 da Kurt Haffner ed Ersilia Camenaro. Orfana di padre ed esule, abbandona Pola nel luglio 1946 per raggiungere Cagliari insieme alla madre. Nel 1947 è affidata alla nonna e agli zii paterni che si erano stabiliti a Bolzano. Oggi vive con il marito Giovanni a Rovereto, circondata dall'affetto delle due figlie e delle sei amatissime nipoti.