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Zehra. La ragazza che dipingeva la guerra

La storia vera di una ragazza che con la sua arte denunciò gli orrori della guerra.

Zehra ha sempre dipinto, fin da bambina. Dal giorno in cui un funzionario ha urlato contro sua nonna perché si era rivolta a lui in curdo, una lingua proibita, in Turchia. E da allora non ha più smesso: pervinca, verde giada, grigio antracite sono diventati il suo modo di rappresentare il mondo. Per questo motivo, quando la sua scuola viene distrutta negli scontri tra i curdi, un popolo perseguitato e privato dei diritti fondamentali, e le forze dell’ordine turche, Zehra non può fare a meno di ritrarre la scena. Ma quando il suo dipinto diventa virale sui social network come “La Guernica curda”, viene arrestata e condannata per propaganda terroristica. Si ritrova così in carcere, a condividere la cella con altre giovani “colpevoli” di aver difeso la propria identità. Privata dei suoi colori, ma determinata a non rinunciare alla sua passione, Zehra arriverà a servirsi di scarti di cibo e dei suoi stessi capelli per dipingere, continuando così a far sentire la propria voce.


Perché leggerlo in classe

  • Una storia vera di coraggio e resistenza, che in modo semplice e immaginifico denuncia la mancanza di libertà e la violenza che caratterizzano ogni guerra.
  • Zehra Doğan è diventata un simbolo nel mondo dell’arte per la lotta contro le ingiustizie, sostenuta da artisti come Banksy (che le ha dedicato un murales), e le sue opere sono esposte nei più importanti musei e gallerie del mondo: il libro è impreziosito da un inserto a colori con alcune delle sue opere.
  • L’autrice, Antonella De Biasi, è una nuova e promettente penna italiana che viene dal giornalismo.

 

Autore

Antonella De Biasi

Antonella De Biasi è una giornalista e autrice. Nata a Castellaneta (Taranto), vive a Roma. È stata redattrice del settimanale "La Rinascita" e collabora con la testata online dell'ANPI, "Patria Indipendente".
Ha curato Il mio nome è ROM. Tutto ciò che devi sapere per non chiamarli "zingari" (2014) con il contributo del programma Fundamental Rights and Citizenship dell'Unione Europea, e il volume Curdi (Rosenberg & Sellier, 2018).