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Fino a quando la mia stella brillerà

Una testimonianza rivolta ai ragazzi, unica e commovente, su uno dei momenti più cupi della Storia.

La sera in cui a Liliana viene detto che non potrà più andare a scuola, lei non sa nemmeno di essere ebrea. In poco tempo i giochi, le corse coi cavalli e i regali di suo papà diventano un ricordo e Liliana si ritrova prima emarginata, poi senza una casa, infine in fuga e arrestata. A tredici anni viene deportata ad Auschwitz. Parte il 30 gennaio 1944 dal binario 21 della stazione Centrale di Milano e sarà l’unica bambina di quel treno a tornare indietro. Ogni sera nel campo cercava in cielo la sua stella. Poi ripeteva dentro di sé: finché io sarò viva, tu continuerai a brillare.


Perché leggerlo in classe

  • La testimonianza di Liliana Segre, che ha vissuto gli orrori della Shoah in prima persona.
  • Uno spunto di discussione sulla guerra, sull’infanzia e su uno dei periodi più oscuri della storia dell’umanità. Per non dimenticare.

 

Autore

Daniela Palumbo

Daniela Palumbo è nata a Roma nel 1965. Giornalista, ha cominciato a pubblicare libri per ragazzi nel 1998 con un testo sulla disabilità. Vive a Milano dove lavora per il mensile "Scarp de' Tenis", storico giornale di strada. Con "Le valigie di Auschwitz" ha vinto nel 2010 il Premio letterario Il Battello a Vapore. Nel romanzo per ragazzi "Fino a quando la mia stella brillerà" ha raccolto la testimonianza di Liliana Segre, sopravvissuta ad Auschwitz all'età di 13 anni; ha poi curato "Scolpitelo nel vostro cuore".

Liliana Segre

È nata a Milano. Ha vissuto l'esperienza della deportazione nel campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau a tredici anni. È partita il 30 gennaio 1944 dal Binario 21 della stazione Centrale di Milano ed è stata l'unica bambina di quel treno a tornare indietro. Da anni si dedica alla testimonianza dell'olocausto soprattutto tra i ragazzi, perché le sue parole possano seminare il ricordo e arrivare alle generazioni future. Il 19 gennaio 2018 il Presidente della Repubblica l'ha nominata senatrice a vita "per aver illustrato la Patria con altissimi meriti in campo sociale".