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Il mio migliore amico è fascista

Un’amicizia che si rivela più forte di ogni differenza.

Il primo anno di superiori è complicato per tutti. Figurarsi per Takoua, che di cognome fa Ben Mohamed, è di origine tunisina, è musulmana, porta il velo e vive nella periferia di Roma, dove uno dei suoi compagni di scuola è un bulletto di nome Marco che si professa fascista. Peccato che Marco sia così scemo da non sapere nemmeno lui bene cosa voglia dire! Quando la prof ha la brillante idea di farli diventare vicini di banco, per Takoua andare a scuola diventa un tormento, come se non bastassero le occhiatacce dei vicini di casa, convinti che abbia una bomba nascosta da qualche parte nello zaino, o le battutine degli insegnanti, che pensano che i suoi genitori siano dei semi-analfabeti. Tra Takoua e Marco si scatena una vera e propria guerra, fatta di sguardi in cagnesco e di una trincea disegnata sul banco con il righello. Un muro che di giorno in giorno sembra sempre più insuperabile. Ma sarà davvero così?

Una storia che parla di pregiudizi, stereotipi, razzismo, scuola, crescita e amicizia. Raccontata sempre con il sorriso e la forza dell’ironia.


Perché leggerlo in classe

  • Un linguaggio fresco, il fumetto, e un tono ironico e scanzonato per portare ai ragazzi un messaggio di dialogo e integrazione.
  • Per affrontare con la classe temi importanti come il razzismo, il superamento degli stereotipi, la forza della vera amicizia.

Estratto di lettura

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Autore

Takoua Ben Mohamed

È nata in Tunisia nel 1991, e dal 1999 vive a Roma, dove si è trasferita con il resto della famiglia per raggiungere il padre, esiliato politico. Fumettista, illustratrice, produttrice cinematografica e graphic journalist, ideatrice a soli quattordici anni del progetto online Fumetto Intercultura, si occupa da sempre di temi politici e sociali. Ha pubblicato Sotto il velo (2016), La rivoluzione dei gelsomini (2018) e Un’altra via per la Cambogia (2020); collabora con diverse riviste e ha ricevuto molti riconoscimenti tra cui il Premio Prato Città Aperta nel 2016 e il Premio speciale come miglior graphic journalist all’Evens European Journalism Prize (2019). Sempre nel 2019 ha prodotto il docufilm Hejab Style per Al Jazeera Documentary Channel, sui mille modi di portare il velo. Questo è il suo primo libro per ragazzi.