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Quelle in cielo non erano stelle. Storia di un’amicizia ai tempi di Chernobyl

Una storia potente per conoscere il disastro nucleare di Chernobyl.

Sono passati cinque anni dall’esplosione che nel 1986 ha distrutto la centrale nucleare di Chernobyl, in Ucraina, sprigionando nell’aria una nube tossica che si è posata ovunque: sulla foresta cambiandone i colori, sugli animali facendoli ammalare, su fotografie, vestiti, giocattoli… e sulle persone.
Omar, un ragazzino che vive nel Nord Italia, non sa nulla di tutto questo finché a casa sua non arriva una bambina ucraina dai capelli color sabbia, per trascorrere un mese lontano dalle radiazioni. Vassilissa non parla e mostra di rado il suo simpatico sorriso: è diffidente, come lo è Omar verso di lei. Ma se per essere amici non ci fosse bisogno di parlare la stessa lingua? E se per disintossicarsi dalla paura l’amicizia fosse la medicina migliore?

Un romanzo corale scritto con passione e grazia che, attraverso le vive voci di una volpe, di un ragazzino e della stessa nube, rinnova la memoria di uno dei più drammatici eventi della Storia contemporanea.


Perché leggerlo in classe

  • In occasione del il trentacinquesimo anniversario dal disastro nucleare di Chernobyl, un romanzo che – attraverso un evento storico mai raccontato ai ragazzi – invita a riflettere su tematiche di estrema attualità come l’uso di energie pulite e sostenibili, la lotta contro il cambiamento climatico, il rispetto della vita sulla Terra, la necessità di garantire salute e benessere a tutti gli essere umani (punti dell’Agenda 2030 ONU).
  • Un’autrice molto attiva nelle scuole, attenta e sensibile ai temi più attuali e per questo sempre apprezzata da insegnanti e ragazzi.

Estratto di lettura

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Puoi leggere qui l’intervento dell’autrice e scaricare la sua nota al romanzo.

Autore

Nicoletta Bortolotti

Nicoletta Bortolotti è un'affermata autrice per adulti e ragazzi. Nata in Svizzera, vive a Milano, dove lavora in ambito editoriale. Fra i suoi romanzi ricordiamo "Chiamami sottovoce" (HarperCollins, 2018), premio Alvaro Bigiaretti, grazie a cui è stato realizzato un documentario per Rai 3, "E qualcosa rimane" (Besa muci, 2020) e "Disegnavo pappagalli ver di alla fermata del metrò" (Giunti, 2020). "Con In piedi nella neve" (Einaudi, 2015) ha conseguito il premio Gigante delle Langhe e il premio Letteratura Ragazzi Fondazione Cassa di Risparmio di Cento. Per Mondadori Ragazzi ha già pubblicato "Sulle onde della libertà" (2015), semifinalista al premio Bancarellino e vincitore del premio Comoinrosa.