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Intervista a Yvonne Campedel, vincitrice del Premio letterario Il Battello a Vapore 2023

By 20 Luglio 2023Narrativa
LL Banner nilde sterminio yvonne campedel

Ogni anno Il Battello a Vapore, storico marchio dedicato alla letteratura per bambini e ragazzi, indice un Premio letterario: il libro vincitore viene pubblicato dalla casa editrice ed entra a far parte del catalogo.

Quella del 2023 è la ventunesima edizione: i manoscritti (quest’anno sono quasi 300!) arrivano in forma anonima da tutta Italia, ma negli anni il Premio è stata l’iniziativa che ha permesso di portare in stampa opere di nomi già noti nel panorama della letteratura per ragazzi, come Mino Milani, Luigi Garlando, Pierdomenico Baccalario, Anna Vivarelli, Guido Quarzo, o di nuovi aspiranti scrittrici e scrittori, come nel caso di Yvonne Campedel, la vincitrice dello scorso anno.

Il suo Nilde Sterminio e il mistero della villa abbandonata è infatti il libro premiato nel 2022 e pubblicato proprio in questa estate dal Battello a Vapore. Abbiamo quindi contattato l’autrice per raccontarvi il libro.

 

1. Il Battello a Vapore ti conosceva come illustratrice ma ti diamo il benvenuto nel mondo degli scrittori! Ti va di presentarti ai docenti che ci seguono?

Mi chiamo Yvonne, ho 31 anni e vivo a Potenza Picena, nelle Marche. Mi sono diplomata all’Accademia di Belle Arti Poliarte di Ancona nel 2014 e nel 2017 ho conseguito il master per l’illustrazione alla scuola Ars in Fabula di Macerata.

2. Come mai hai deciso di partecipare al Premio?

Ho deciso di provare ad inviare un manoscritto al concorso del Battello a Vapore principalmente per una sfida con me stessa. Oltre a lavorare nel campo dell’illustrazione, ho sempre provato a scrivere piccole storie che però non hanno mai visto la luce del sole perché non riuscivo a finirle… Infatti ho una cartella sul mio pc praticamente piena solo di incipit! Non avrei mai pensato di vincere, per me anche solo finire un romanzo completo è stata una grandissima conquista.

3. Nilde Sterminio è un personaggio fuori dal comune. Non solo per la sua personalità, ma anche perché è… una cattiva! Come è nata la sua storia?

Da piccola, sia che guardassi un cartone animato o che leggessi un libro, ho sempre trovato i “buoni” molto noiosi e piatti. I cattivi, invece, ai miei occhi erano interessanti, tridimensionali e soprattutto avevano senso dell’umorismo. Perché erano diventati così? Che cosa avevano passato nelle loro vite? A differenza delle altre storie che avevo iniziato e mai concluso, questa volta il personaggio di Nilde mi è stato subito chiaro fin dal principio. È lei che guida la trama, tutti gli altri reagiscono alle sue azioni. Quando scrivevo i suoi dialoghi, verso la fine, non mi sembrava più di inventare qualcosa, ma di trascrivere semplicemente quello che lei mi stava dicendo.

Nilde poi custodisce una grande parte di me stessa, quella più arrabbiata, quella che ha sofferto ed è stata ferita. Quando tutto il mondo ti vede come la cattiva della storia, è anche divertente dargli ragione.

4. Come cambia Nilde nel corso della storia?

In realtà quello a cui tenevo molto era che Nilde non cambiasse affatto. Quella della vecchiaccia acida e dispettosa è solo una maschera che si mette per proteggersi e, man mano che la storia procede, lentamente, questa facciata inizia a sgretolarsi fino a rivelare la sua vera natura: qualcuno che non è né buono né cattivo, come tutti noi, ma cerca di fare tutti i giorni del suo meglio.

5. Cosa troveranno bambine e bambini in “Nilde Sterminio”?

Innanzitutto troveranno tantissimi cani, una veggente tarocca, un avvocato ingenuo, un’orfana magica e… molto altro! Poi spero che trovino una buona dose di risate e divertimento perché le storie che si prendono troppo sul serio alla fine rischiano di stancare. Se avranno voglia di scavare un po’ più a fondo, spero che trovino quel conforto che alla loro età cercavo anch’io, quando la mia famiglia era molto lontana dall’immagine perfetta che vedevo riflessa in quella dei miei amici e pensavo che in qualche modo fosse colpa mia. Spero che questa storia dia loro speranza, se stanno attraversando un momento difficile, faccia loro sapere che le cose alla fine, in qualche modo, si incastreranno; avranno al proprio fianco anche persone che mai avrebbero pensato di incontrare e capiranno di essere speciali così come sono.

6. “Nilde Sterminio” è adatto alla lettura in autonomia o meglio lavorare insieme in classe per approfondire determinate tematiche?

Penso sia più adatto alla lettura in autonomia, proprio per la natura intima che portano alcune tematiche e per le modalità con cui ognuno di noi gestisce i propri traumi e i propri dolori. Si gusta di più leggendolo da soli, probabilmente.

7. (Solo se si è risposto “lettura autonoma alla domanda 6) In seguito alla lettura autonoma, come possono le insegnanti lavorare con la classe sul libro?

Non sono un’insegnante, quindi probabilmente la mia risposta sembrerà poco adeguata, ma penso che valga la pena esplorare, anche a scuola, i temi del dolore, della perdita e soprattutto della speranza: anche se esulano da un programma scolastico in senso stretto, fanno parte della vita di ragazze e ragazzi, e coinvolgono le loro emozioni, il loro modo di relazionarsi agli altri, la loro visione del mondo. Tutti aspetti che è positivo condividere anche a scuola, insieme ai propri coetanei e con gli insegnanti, in un dialogo che aiuta a crescere e a trovare il proprio posto nel mondo.