E se i bambini potessero diventare alberi? Una storia lirica e magica sulla trasformazione, il legame con la natura e l'importanza di mettere radici nel mondo.
Sono mai esistiti i bambini e le bambine albero? Con i piedi affondati nella terra, con le braccia rivolte al cielo e con le mani bene aperte, i bambini e le bambine del villaggio avevano abbracciato il vento magico del bosco. E in breve tempo erano diventati tronchi, rami, poi aghi e poi foglie. Si erano sollevati, infine, possenti sul mondo e nella terra avevano messo radici. E se la storia dei bambini albero fosse vera?
Perché leggerlo in classe
Questo libro è una metafora visiva per parlare di identità e “radici”. In un’epoca in cui i ragazzi rischiano di sentirsi “digitalmente sradicati” o in transizione (es. passaggio alle medie), la storia dei “bambini albero” offre lo spunto perfetto per una discussione fondamentale: cosa significa “mettere radici”? In cosa affondiamo la nostra sicurezza (la terra)? Cosa rivolgiamo al cielo (le nostre braccia/aspirazioni)? Permette di parlare di crescita, appartenenza e connessione con l’ambiente in un modo profondamente poetico e non didascalico.
















