Accendere una fiamma più forte di qualsiasi incendio.
In una scuola di periferia anche una semplice palestra può essere un rifugio: dalle difficoltà delle case popolari, dalle paure dell’adolescenza, dalle etichette che certi adulti ti appiccicano addosso. Lo sa bene Stefano, giovane prof di religione che accompagna i suoi studenti anche nei momenti più duri, senza giudicarli. Questo è uno di quei momenti, perché la palestra è andata a fuoco. E forse non è stato un incidente. Stefano fa di tutto per capire, ascoltare e accendere nei ragazzi una fiamma più forte di qualsiasi incendio: la speranza.
Perché leggerlo in classe
È un libro prezioso per avviare una discussione fondamentale sul valore degli “spazi sicuri”. La palestra non è solo un luogo fisico, ma un “rifugio” dalle etichette, dalle paure e dalle difficoltà esterne. La sua distruzione (l’incendio) costringe i ragazzi ad affrontare il trauma della perdita e a trovare la resilienza. Permette alla classe di analizzare la figura di Stefano, l’adulto che non giudica ma ascolta, e di discutere di come si reagisce (e si ricostruisce) come comunità quando il proprio “posto sicuro” viene a mancare.
















