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Nicoletta Verna: “Insegno ai ragazzi che ogni scelta, anche piccola, fa la Storia”

By 25 Novembre 2025Narrativa

Come si racconta la complessità della Storia, quella fatta di zone grigie, scelte morali e conflitti, agli occhi dei ragazzi?

Nicoletta Verna, autrice che ha conquistato pubblico e critica con romanzi come I giorni di vetro (Einaudi), compie il suo esordio nella letteratura per ragazzi con L’inverno delle stelle (Rizzoli). E lo fa con una storia ambientata nella Fiesole del 1943, dove un gruppo di bambini si trova a dover decidere il destino di un soldato nemico.

Al centro di tutto c’è Sirio, una protagonista indimenticabile, ribelle e ostinata, attraverso il cui sguardo la guerra smette di essere una cronaca lontana per diventare un banco di prova per la coscienza.

Per approfondire i temi di questo romanzo (perfetto da portare in classe per parlare di Resistenza, empatia e scelta individuale) abbiamo ospitato un dialogo d’eccezione: a intervistare l’autrice è Stefania Di Mella, responsabile editoriale di Rizzoli Ragazzi.

9788817191982 Verna Nicoletta L'inverno delle stelle

Nicoletta, nel tuo precedente romanzo, I giorni di Vetro – un vero caso letterario, con molti premi vinti e un grande successo di pubblico e critica –, intrecci fatti storici con la dimensione privata dei personaggi e della protagonista, Redenta. L’inverno delle stelle, la tua prima opera per ragazzi, è di nuovo un romanzo storico e torna a parlare di guerra, fascismo, Resistenza. Siamo a Fiesole, la storia comincia nel 1943 e al centro c’è una ragazza con un nome evocativo, Sirio. Perché il romanzo storico è uno strumento così potente per una scrittrice come te?
“Il romanzo storico offre l’opportunità unica di osservare un tema da una duplice prospettiva. Da un lato, per via della distanza temporale, pone le basi di un’apparente oggettività. Dall’altro, raccontare i grandi temi letterari e contestualizzarli nel passato, consente di metterne in luce la dimensione universale e anche i numerosi legami con il presente. La Seconda Guerra Mondiale è molto diversa dalle guerre di oggi, eppure il tema dei bambini in guerra resta eterno, e con costanti evidentissime”.

Sirio e la sua banda si trovano davanti a un dilemma morale: salvare o non salvare un uomo che forse è un nemico? Un argomento di grande forza da portare ai ragazzi oggi.
“È il tema della scelta e della responsabilità. I ragazzi oggi devono sempre essere consapevoli del fatto che qualunque piccola scelta individuale ha un peso, non si esaurisce in sé stessa ma contribuisce al corso del mondo, della Storia”.

Sotto i nostri occhi Sirio da bambina diventa grande. È un’avventura tesa e appassionante ma è anche un romanzo di formazione. Che ragazza è Sirio e quali scelte si trova a dover fare?
“Sirio è sfrontata, indomita, irrimediabilmente bugiarda. Crede nelle bugie perché la verità è grigia e opprimente. E però nutre anche una profonda fiducia nell’umanità, nell’altruismo. Come tanti ragazzi della sua generazione, deve scegliere come trovare il suo posto nel mondo crudele e sbagliato in cui si trova a vivere”.

Il romanzo è in prima persona e trascina il lettore nelle emozioni di Sirio, le sue paure, i suoi desideri, la sua rabbia. Come hai lavorato sullo stile, immaginando un pubblico più giovane e più largo dei romanzi precedenti?
“Ho cercato di privilegiare la semplicità, che non significa banalizzare. Significa togliere il superfluo e tenere l’essenziale, e renderlo visibile. Ho cercato di restare sui fatti, sulle immagini, sui dialoghi e, sempre, sul vissuto di Sirio”.

Mescolando finzione e realtà, ci sono alcuni ospiti speciali che ti sei divertita a calare nella trama, a partire da una certa Margherita…
“Sì. Nel romanzo Sirio incontra molti personaggi realmente esistiti. Uno è Anna Maria Ichino, partigiana fiorentina che ospitò nella sua casa esuli e ribelli fra cui Carlo Levi, il quale proprio lì scrisse Cristo si è fermato a Eboli. Poi c’è Margherita Hack, che proprio nell’estate nel 44 si trovava a Firenze a scrivere la tesi di laurea. Sirio, appassionata di stelle, non poteva non innamorarsene…”

A un certo punto Sirio dice: “Le cose che non capiscono i bambini vuole dire che sono degli imbrogli.” Ha ragione?
“Indubbiamente. ‘Chi sa di essere profondo si sforza di esser chiaro’ diceva Nietzsche. E questo romanzo è ambientato in un momento storico dove l’oscurità, la mancata limpidezza sono state feroce strumento politico di oppressione”.