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“Pertini è un pirata buono, che lotta per la nostra libertà”: Luigi Garlando racconta il suo nuovo libro

By 6 Novembre 2025Narrativa
Pertini è un pirata buono, che lotta per la nostra libertà Luigi Garlando racconta il suo nuovo libro

Luigi Garlando, l’autore che con Per questo mi chiamo Giovanni ha saputo raccontare la mafia ai ragazzi e alle ragazze come nessuno prima, torna con un nuovo, emozionante romanzo: Sandro libera tutti (Rizzoli). Questa volta, al centro della sua narrazione c’è la figura di Sandro Pertini: il partigiano, il prigioniero politico, l’eroe di guerra e, infine, il Presidente più amato dagli italiani.

Come si racconta una vita così densa alle nuove generazioni? Come si trasmette la sua fame di giustizia e il suo amore per la libertà senza cadere nel didascalismo?

Per esplorare questo libro e il suo messaggio, abbiamo organizzato un incontro speciale. A intervistare Luigi Garlando è Enrico Racca, Direttore editoriale dell’area ragazzi del Gruppo Mondadori. Ne è nato un dialogo appassionato sull’importanza di figure come Pertini oggi, sulla differenza tra servizio e potere, e sulla magia della scrittura.

9788817194815 Luigi Garlando Sandro libera tutti

Luigi, con i tuoi libri hai raccontato molti “eroi”, del nostro tempo e non solo. Giovanni Falcone, Che Guevara, un papa che assomiglia a Francesco, Napoleone, Dante che torna ai nostri giorni… Perché in questo libro hai scelto di raccontare proprio Sandro Pertini?
“Perché sono convinto che Sandro Pertini, come altri eroi che ho raccontato, possa essere un punto di riferimento importante per i ragazzi e le ragazze e possa aiutarli ad orientare le loro scelte. Per un valore, soprattutto: quello della libertà. Siamo venuti al mondo liberi, convinti che questa condizione ci spetti di diritto, come il respiro, e invece la libertà è stata la conquista di grandi uomini che ce l’hanno lasciata in dono, con l’impegno di difenderla e trattarla bene. La vita di Pertini, che ha trascorso quindici anni in prigione per la libertà di tutti, insegna in modo esemplare e definitivo questa verità. Un altro padre della Costituzione, Piero Calamandrei, ha lasciato scritto: «La libertà è come l’aria. Ci si accorge di quanto vale, quando comincia a mancare». Di questi tempi, la sensazione che manchi un po’ d’aria l’avvertiamo spesso. Perciò credo che la lezione di Pertini e, di conseguenza, questo libro che la ricorda, siano di forte attualità. Possono aiutare a respirare meglio…
Infine, i ragazzi dovrebbero interessarsi alla sua storia per una ragione molto semplice: è assolutamente appassionante. La vita di Sandro Pertini è quella di un pirata inafferrabile che attraversa mille avventure. Un pirata buono. Il tenente Pertini è stato decorato con la medaglia d’argento al valore durante la Grande Guerra perché stanava gli austriaci dalle trincee correndo davanti ai suoi soldati; medaglia d’oro nella Seconda Guerra Mondiale, perché, da partigiano, ha partecipato alla liberazione di Roma, Firenze e Milano; condannato a morte dai tedeschi, è fuggito dal carcere poco prima che lo fucilassero; da esule in Francia è stato imbianchino, lavamacchine e comparsa in alcuni film; ha avuto un grande amore infelice e ha sposato una giovane staffetta partigiana; da Presidente della Repubblica, ha combattuto il terrorismo, ha condiviso con gli italiani momenti tragici (la strage di Bologna, il terremoto in Irpinia…) e momenti di gioia (la vittoria nel mondiale di calcio dell’82), è stato il Presidente più amato, da nonni e bambini, è entrato nei fumetti e nelle canzoni popolari… Al confronto della vita di Pertini, Mission Impossible è lento e noioso come un documentario sulle formiche”.

Sandro Pertini è stato molte cose. Se dovessi riassumerne la figura scegliendo un solo episodio della sua vita, quale racconteresti?
“Forse la fuga dal carcere di Roma nel ’44. Pertini è nel braccio della morte e attende di essere giustiziato, insieme a Giuseppe Saragat, altro futuro Presidente della Repubblica. I partigiani organizzano la sua fuga, con l’aiuto del medico di Regina Coeli che avverte Sandro: «Tenetevi pronti che vi facciamo scappare tutti e due». Pertini s’impunta: «O tutti o nessuno!». Se non riesce a far fuggire anche gli altri compagni di cella, preferisce andare davanti al plotone d’esecuzione. In quest’assurdità, di preferire la morte alla vita, c’è tutto Pertini, c’è la logica della sua esistenza: la fede nell’ideale e l’impegno per gli altri vengono prima dei suoi interessi e della sua stessa sopravvivenza. Per la stessa ragione, è “assurda” la lettera di rimprovero che scrive in carcere alla madre che ha osato chiedere la grazia a Mussolini per il figlio. La fedeltà al proprio ideale politico vale molto di più della libertà personale”.

Per la prima volta hai scelto la forma della “biografia romanzata” per ragazzi. Qual è la differenza rispetto ai tuoi romanzi più conosciuti? E qual è stata la maggior difficoltà durante la scrittura?
“Sì, Sandro libera tutti è diverso nella forma dai miei libri precedenti. Qui non c’è una cornice, come in Per questo mi chiamo Giovanni o ne L’estate che conobbi il Che. Non ci sono un padre o un nonno che raccontano l’eroe protagonista, lo racconto direttamente io. Ma è diverso anche il ritmo della narrazione: 100 capitoli brevi di una lunghezza media di 3000 caratteri. Mi piaceva che la struttura del libro, in qualche modo, imitasse la vita frenetica di Pertini che è stata un susseguirsi vorticoso di avvenimenti. Una struttura mimetica. Cento fotogrammi che scorrono all’interno di una lanterna magica, cento tessere che alla fine compongono il ritratto di Pertini. Tutto molto veloce, come nelle antiche comiche in bianco e nero. Il film che ritrae bene un uomo d’azione. La difficoltà di questa struttura particolare è stata quella di salvare momenti di riflessione e di emozione comunque necessari in un romanzo. Perciò ho rallentato ogni tanto la proiezione degli eventi per indagare i sentimenti dei protagonisti. Un altro sforzo è stato quello di legare il finale di un capitolo all’inizio di quello successivo per innescare l’effetto ciliegie: una tira l’altra… A suggerirmi questa struttura è stata anche l’abitudine dei ragazzi alla scrittura sintetica tipica dei social. Non dico che il romanzo sia composto da 100 post, ma probabilmente i capitoli brevi rispondono meglio alla sensibilità di lettori digitali. Non vuol dire abdicare alla forma del romanzo classico. Ci mancherebbe… Gli sono fedele con la caparbietà di Pertini, ma ho voluto concedermi questa variazione sul tema.

I tuoi lettori, piccoli e grandi, ti riconoscono la capacità naturale di scrivere storie con un messaggio senza cadere nel rischio del didattismo e del paternalismo. Qual è la suggestione più importante che vorresti fosse colta dai lettori di Sandro libera tutti?
“L’attenzione agli ultimi, o comunque ai meno fortunati, che Pertini ha allenato fin da bambino, a Stella, suo paese natale. Sandro era di famiglia benestante, ma i suoi migliori amici erano i figli dei contadini che lavoravano le terre di famiglia. A sua madre chiedeva: «Perché i contadini che lavorano più di noi, sono più poveri di noi?». Alla giustizia sociale ha dedicato l’intera vita politica. Ripeteva: «La libertà senza giustizia sociale non serve a nulla. È solo libertà di morire di fame». Questa è la suggestione che vorrei fosse colta dai lettori: la politica di Pertini era servizio,
non potere; era soccorso agli sfruttati, ai bisognosi. Era amato tanto dalla gente, proprio perché stava dalla parte della gente. A differenza di tanta parte della casta politica che lo prendeva anche in giro. Un membro del suo stesso partito un giorno disse: «Pertini da partigiano era un leone, da politico è una gallina». Come dire: ha un pensiero troppo semplice. Ma quella semplicità, quella forte sintonia con la gente erano la sua forza e la ragione di tanto affetto popolare. Anche in questo caso, una lezione di modernità. Oggi che i ragazzi e la gente comune sentono distante la classe politica, come non mai, ricordare la figura di una persona come Sandro Pertini, immersa nella quotidianità di tutti, fa bene al cuore. Altro che gallina… Era un’aquila che volava alto, in un cielo di valori oggi bistrattati”.