Corpo umano sotto attacco, ma… niente paura!

By 23 Febbraio 2021 Attualità
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Virus, virus, virus… quante volte abbiamo pronunciato e sentito questa parola nell’ultimo anno? E quante volte l’anno sentita i bambini?
Moltissime. Forse senza neanche comprenderne sino in fondo il significato, perchè in fondo, cos’è un virus?
La risposta a questa, e a molte altre domande sul corpo umano e le sue difese, arriva da Maria Pia Pisoni, medico presso l’Ospedale Niguarda di Milano. Una risposta a misura di bambino, accompagnata dalle illustrazioni di Ramona Bruno, che trasporta i lettori in un viaggio attraverso il corpo e i suoi misteri.
Virus all’attacco del corpo umano! (Mondadori) è una divertente avventura al microscopio, perfetta per lettori dagli 8 anni in su. Ne abbiamo parlato con l’autrice.

Quando ha iniziato a scrivere “Virus all’attacco del corpo umano!”, quali obiettivi si è posta in particolare?

Mentre studiavo medicina su grossi libri, ormai molti anni fa, rimasi incantata dal meraviglioso funzionamento del Corpo Umano. Ogni corpo umano è un mondo perfetto. I suoi abitanti, le cellule, sanno collaborare con equilibrio per raggiungere risultati stupefacenti, ma come in ogni mondo le insidie e i nemici sono in agguato. Ho scritto questo come primo libro di una serie di avventure al microscopio che permettano ai bambini di comprendere in modo allegro la bellezza e l’armonia del loro corpo e le sue capacità di vincere le avversità. Sono convinta che conoscendolo non solo lo ameranno, ma impareranno a rispettarlo.

Perché – pur non parlando esclusivamente del Covid-19 – un libro come questo, dedicato ai più piccoli, assume particolare importanza nel periodo che stiamo vivendo?

Mai come in questi giorni i bambini hanno sentito parlare di virus in un’atmosfera minacciosa che sembra senza fine. Questo libro vuole renderli consapevoli che il loro corpo ha meccanismi di difesa abili che sanno imparare e che le buone abitudini, come lavarsi le mani, ci aiutano a non ammalarci, e che la collaborazione ci permetterà di tornare a una vita normale.

La storia si avvale di alcuni parallelismi con l’esperienza quotidiana (Libero Paese del Corpo umano, supermercato Intestino, ecc.), così come di riferimenti al “buon governo” di un Paese (Consiglio dei Dieci, Servizio di Sicurezza, fortezze dei Linfonodi, ecc.): possiamo dire che favorisca anche il tanto auspicato approccio interdisciplinare nello studio delle materie con un interessante aggancio, ad esempio, all’insegnamento dell’educazione civica?

Sì, il libro inizia con queste parole: ”Nel Libero Paese del Corpo Umano gli abitanti si chiamano cellule e le strade si chiamano vasi.” Come in ogni paese ci sono persone con compiti diversi, ci sono ragazzini che studiano, ci sono autorità che indirizzano, così nel corpo umano ogni gruppo di cellule svolge dei compiti specifici; e alcune, come i nostri giovani protagonisti, sapendosi muovere all’interno del Libero Paese vivono avventure particolari. La parola libero è stata messa perché, pur nel rispetto delle regole, ogni abitante può esprimere tutte le sue capacità e collaborare così al benessere generale.

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Come potrebbero utilizzare gli insegnanti questo testo a scuola? Ha qualche indicazione pratica da suggerire?

Credo sia utile far realizzare qualcosa di fisico ai bambini. Gli insegnanti potrebbero ad esempio chiedere di associare le vere immagini al microscopio ai protagonisti dell’avventura, compresi virus e batteri, ed esprimere le loro opinioni. Potrebbero far disegnare ai loro allievi su un grande foglio il contorno di uno di loro, poi applicare nelle varie regioni il disegno degli organi citati e mettere accanto l’immagine reale (esempio intestino, cervello, fegato, linfonodi, ecc.).

Il volume ha un’interessante appendice finale: vuole dirci qualcosa su queste pagine di approfondimento?

Ogni bambino è un piccolo scienziato: dopo un viaggio nelle emozioni di un’avventura avrà voglia di avere notizie sul sistema immunitario, sui virus e sui batteri. L’appendice del libro diventa uno strumento per dare un riscontro, in modo semplice ma “scientifico”, alle curiosità dei bambini. Per l’insegnante è un aiuto per eventuali approfondimenti.

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Se lei dovesse riassumere con una sola frase il senso di questo libro per la scuola, cosa direbbe?

Citerei una frase di Gianni Rodari: “Vale la pena che un bambino impari piangendo quello che può imparare ridendo?”

 

Ricordiamo qui anche il nostro articolo dedicato alle letture che aiutano a parlare di Covid ai bambini, tra le quali anche il testo di Maria Pia Pisoni.