Autori italiani: focus su Fabrizio Altieri

By 16 Aprile 2021 Aprile 27th, 2021 Autori, Narrativa
fabrizio altieri

Fabrizio Altieri, autore pisano molto attivo nella promozione della lettura all’interno delle scuole e apprezzato dai ragazzi e dagli insegnanti, torna in libreria quest’anno con Volevo solo dipingere i girasoli (Il Battello a Vapore), che trasporta i lettori nel 1943.
Con questa storia offre diversi spunti per affrontare un discorso sulla Seconda Guerra Mondiale e sulla guerra civile. Non è la prima volta che Fabrizio Altieri narra storie ambientate in questo periodo storico: ricordiamo L’uomo del treno e Ridere come gli uomini, scelto dalla giuria internazionale IBBY di Toronto come uno dei migliori libri sulla disabilità 2019.
L’autore ci racconta in questa intervista la genesi, ma soprattutto il significato, del suo nuovo romanzo.

“Volevo solo dipingere i girasoli” è un libro davvero bello, una storia coinvolgente e commovente: qual è stata l’idea che ti ha principalmente guidato nella costruzione del racconto?

Come sempre l’idea per il libro è nata dalla realtà. Una sera mi è stata raccontata una storia che non conoscevo. Durante il trasporto degli ebrei nei carri bestiame, alcuni deportati riuscivano a lanciare fuori dalle feritoie dei bigliettini. C’erano messaggi che cercavano di essere confortanti per i parenti rimasti. Ovviamente gli indirizzi a cui erano diretti non erano quelli delle famiglie dei deportati, ma di famiglie amiche non ebree.

Mi hanno raccontato che alcune persone, fingendo di passeggiare, raccoglievano questi messaggi e si incaricavano di spedirli agli indirizzi scritti sui biglietti. Il coraggio di queste persone mi ha colpito talmente che ho deciso di cominciare a scrivere un romanzo partendo da questi fatti. Mi è stato anche fatto vedere uno di questi biglietti e ne ho riportato il testo integrale nel romanzo.

Il tema di Van Gogh, invece, l’ho inserito perché ho pensato alle sue stelle e alle stelle delle divise dei deportati. Uno stesso elemento con due significati così diversi, uno bellissimo e l’altro terribile…

La storia si svolge in un periodo lontano dai giovani lettori, anche se hai narrato avvenimenti di cui hanno sentito parlare. Quali elementi ne fanno una storia adatta ai ragazzi di oggi?

Il cuore dei ragazzi di oggi è lo stesso di quello dei ragazzi del ’43. Cuore inteso come bisogno di essere felici e “contenitore” di tutto il bello e il buono che c’è su questa terra. La storia parla di amicizia intesa come disponibilità a rischiare anche la vita per l’amico, amica in questo caso.
I ragazzi di oggi, per i quali l’amicizia ha un grande valore, capiscono benissimo ciò che avviene nel romanzo. È qualcosa di profondamente umano che non dipende dal periodo storico in cui avviene, è universale.
Così come è universale la bellezza dell’espressione artistica, in questo caso la pittura, che  trascende le epoche storiche e l’età dei lettori.

Come potrebbero utilizzare questa storia i docenti a scuola? Hai qualche suggerimento da dare?

Potrebbe essere interessante indagare il rapporto padre-figlio, prendendo in esame quello che nel libro si instaura tra i ragazzi e i loro rispettivi padri.
Un altro tema è quello della diversità: Erica non parla ma si esprime attraverso i dipinti e i biglietti che scrive, e così facendo riesce ad instaurare un legame profondo con i due ragazzi.
Il tema dell’amicizia, poi, è fondamentale in questa storia e può essere osservato da almeno due punti di vista. L’amicizia apparentemente finita tra i padri dei protagonisti – e che si risveglia grazie a un’umanità che non è mai stata soppressa, ma solo imprigionata – e l’amicizia tra i due ragazzi ed Erica, che va al di là dei pregiudizi razziali.
Infine potrebbe essere interessante creare un percorso artistico tra le opere di Van Gogh partendo da quelle citate nel libro.

Nel tuo percorso di scrittore dall’inizio ad oggi hai scritto molti libri, per tutte le età e su argomenti anche molto diversi: cosa vedi nel tuo futuro? Hai un “sogno nel cassetto”, una storia che pensi potrebbero apprezzare i bambini/ragazzi e che ti piacerebbe scrivere?

Sto scrivendo il seguito di un mio libro uscito col Battello a Vapore qualche anno fa ed è interessante incontrare di nuovo i miei personaggi. La cosa affascinante è che sono cambiati, come se in questi anni avessero davvero vissuto una loro vita e io ora li ritrovassi diversi, come amici che non vedevo da un po’, cresciuti e cambiati. Mi chiedo cosa sia successo nel tempo in cui non ci siamo visti e sto cercando di scoprirlo scrivendo questo nuovo libro.
Mi piacerebbe in futuro scrivere un romanzo horror alla Stephen King, autore che adoro, e anche un romanzo di fantascienza, genere che amo e che finora ho conosciuto solo dalla parte del lettore. Qualche idea ce l’ho, spero di avere l’occasione di trasformarla in libro!

Puoi scaricare qui un estratto del romanzo e la scheda didattica.

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