Skip to main content

Storie di animali per capire il mondo

By 11 Ottobre 2023Natura

Riccardo Gazzaniga è nato a Genova nel 1976: è un prolifico scrittore che, per la casa editrice Rizzoli, ha pubblicato due romanzi dedicati a storie di uomini e donne che si sono impegnati per cambiare il mondo.

Nel nuovo libro Quello che non dicono affida il suo messaggio di coraggio e speranza al mondo animale: sono tredici i racconti che narra, storie che l’autore ha incontrato nelle sue ricerche, sui quotidiani o sul mondo online.

Una fra tutte, che vi citiamo, è la storia dei pinguini minori blu: tutto nasce nel 2019 quando Tobias Baumgaertner, fotografo tedesco specializzato nel catturare immagini della natura nella sua forma più selvaggia, scatta una foto a due pinguini che si abbracciano, con le luci della città di Melbourne sullo sfondo. I due animali rimangono immobili per molti minuti, senza staccarsi mai.

Pinguini-Melbourne-apertura-1-1080x701

Solo in un secondo momento, grazie a una ricercatrice, si scopre che i due pinguini sono un maschio giovane e una femmina anziana, che si sono avvicinati in seguito alla morte dei rispettivi partner fissi. In pratica sono due piccoli animali che, per non sentirsi troppo soli, cercano conforto l’uno nell’altro, come buoni amici.

Questa è solo una delle tante storie narrate, ma lasciamo all’autore il compito di raccontarci il libro.

Prefazione al libro

Vi lasciamo di seguito parte della prefazione al libro, scritta dall’autore stesso, che meglio fa comprendere le motivazioni che l’hanno spinto a raccontare le storie di questi animali straordinari.

«Io davvero non avrei mai pensato di scrivere un libro che raccogliesse storie di animali.

Fino a oggi, nei miei racconti, avevo parlato di tutt’altro: i protagonisti di Abbiamo toccato le stelle e Come fiori che rompono l’asfalto erano uomini e donne capaci, con il loro impegno, di cambiare il mondo intorno a loro per renderlo migliore. E di incoraggiare pure noi, nel nostro piccolo, a farlo.

Ma penso che questo mio nuovo libro sia sbocciato in me proprio perché rappresenta la continuazione naturale delle storie di esseri umani che ho già raccontato: credo, infatti, che anche le vicende degli altri esseri viventi che abitano la Terra possano ispirarci, farci riflettere e spingerci a cambiare il nostro approccio a loro e al pianeta che abitiamo.

[…] Noi siamo solo una delle moltissime specie che abitano la Terra e per questo motivo, scrivendo di animali, ho ritenuto necessario evitare in ogni modo la tentazione di umanizzarli per arrivare a una narrazione strappalacrime. Quando si sceglie un simile approccio non si rende un buon servizio agli animali, a noi umani e neppure alle storie raccontate.

Io ho preso la strada opposta, in questo libro: ho cercato di spogliare gli animali meravigliosi che racconto di tratti “umanizzati” per celebrarne l’incredibile e spesso misteriosa diversità, e ricordarci anche tutti i nostri limiti.

Di questo mondo siamo senza dubbio il predatore più invincibile, la creatura più micidiale, eppure non siamo in grado di fare tantissime delle cose che riescono ai protagonisti di questo libro.

Non possiamo balzare fuori dall’acqua con una protesi come la delfina Winter [di cui vi lasciamo sotto un video, ndr];

Non sapremmo ritrovare da soli la strada di casa attraversando tutti gli Stati Uniti come il cagnetto Bobbie e adattarci alla natura selvaggia come il leone Christian , cresciuto a Londra [di cui vi lasciamo la storia in un video in inglese].

Ma non si tratta solo di doti fisiche.

Una tartaruga di duecento anni come Jonathan non si fa problemi ad amare qualcuno del suo stesso sesso, eppure alcuni esseri umani lo considerano un atto contro natura, a volte da punire con severe condanne.

Ci è complicato accogliere incondizionatamente il dolore degli altri come fanno i pappagalli del Serenity Park e spesso non siamo capaci di superare la paura per un essere diverso da noi come l’ha superata lo scimpanzé David Barbagrigia.

Non dobbiamo lottare per sopravvivere come il gatto Sam costretto ad andare in guerra con noi umani, come il tilacino Benjamin che si estingue in una notte di gelo per gli errori di un intero Paese, come l’orsa Masha messa in pericolo da un uomo troppo intraprendente.

Non si tratta dunque di cercare un tratto umano negli animali, ma di ricordarci che pure noi esseri umani apparteniamo al regno animale e questo dovrebbe spingerci a un approccio più inclusivo, rispettoso e informato.

Per questo Quello che non dicono parla anche di noi esseri umani, ma le vicende di donne e uomini che troverete nel libro saranno raccontate da una prospettiva spesso ribaltata in funzione degli animali protagonisti, prive dell’intento di celebrarci o metterci al centro della narrazione.

Alcuni di questi esseri umani si riveleranno capaci, con impegno, studio e coraggio, di comprendere a pieno titolo la diversità e la complessità dell’universo animale e contribuire a migliorarne la tutela e il rispetto.

Altri, invece, con la loro tracotanza, la loro ignoranza e i loro errori, a volte drammatici, ci mostreranno cosa non fare e quale diversa strada dovremmo percorrere per mutare il nostro approccio e salvare la complessità e diversità di questa Terra, prima che sia troppo tardi».