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Giorno della Memoria 2024: il libro sul villaggio dei Giusti di Daniela Palumbo

By 8 Gennaio 2024Storia
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Per me Émeline è una presenza amica. Una compagna di cammino.

Ma come autrice ha rappresentato qualcosa in più: il senso di noi umani per la giustizia.

Il Giorno della Memoria è uno dei percorsi tematici che ogni anno affrontiamo su LeggendoLeggendo. Negli anni abbiamo esplorato letture adatte a diverse fasce d’età, interviste agli autori e ai protagonisti.

Nei nostri approfondimenti non sono mai mancati accenni alla produzione di Daniela Palumbo, autrice che da sempre ha a cuore questo tema. Ecco alcuni suoi libri:

Proprio in riferimento a quest’ultimo, Daniela Palumbo ha ricevuto più volte richieste da parte di lettrici e lettori affinché continuasse la storia più amata, quella di Émeline.

emeline nel villaggio dei giustiDa qui nasce il nuovo libro dedicato al Giorno della Memoria, Émeline nel villaggio dei Giusti (11+), di cui potete leggere in anteprima esclusiva un capitolo cliccando qui.

Ma come ci si sente a continuare la storia di un personaggio così amato? Abbiamo chiesto a Daniela Palumbo di raccontarci come è riuscita a trovare una nuova casa per Émeline, ma prima vi lasciamo un breve accenno alla trama.

Trama

Émeline, ragazza francese tra le protagoniste di Le valigie di Auschwitz, arriva a Le Chambon-sur-Lignon, un paese a sud di Lione i cui cittadini, anni dopo, otterranno un posto fra i Giusti tra le Nazioni per aver nascosto e salvato circa 5000 ebrei. Lì Émeline incontrerà René e altri sopravvissuti e cercherà di ricostruire la propria vita.

Émeline è diventata grande

Le valigie di Auschwitz, Premio Il Battello a Vapore 2010, esce nel lontano 2011. Eppure, io continuo a portarlo nelle scuole di tutta Italia, ma anche in Colombia e in Argentina, dove ho fatto tanti incontri, dal vivo e virtuali; insomma, le storie di Carlo, Dawid e Piotr, Hannah e Jacob e di Émeline, continuano ad attraversare generazioni di bambini e bambine, di ragazzi e ragazze. E ogni volta mi rendo conto che i bambini e le bambine del libro sanno incontrare e dialogare nel profondo con i lettori e le lettrici – non solo quelli giovani, in realtà – in un modo che solo la lettura permette di fare: ovvero attraverso una immedesimazione che si sedimenta nella memoria e non solo nelle emozioni repentine, immediate, che sono come le nuvole, evaporano.

Quando le leggi ingiuste colpiscono gli innocenti, il grado di ingiustizia aumenta il suo portato di ferocia. La storia di Émeline è l’unica del libro che alla parola FINE accosta la prospettiva della salvezza. La speranza.

«E adesso Émeline dove sta?» mi chiedono i più piccoli.

«Continuerai la storia di Émeline?» chiedono i più grandi, i preadolescenti, timorosi di sembrare troppo coinvolti e affidando il loro desiderio alla penna dell’autrice.

treno giorno della memoriaMi sono fatta spesso questa domanda. Per me Émeline è – come altri personaggi dei libri che amo di più – una presenza amica. Una compagna di cammino. Ma come autrice ha rappresentato qualcosa in più: il senso di noi umani per la giustizia. La sua vicenda non è solo “una storia che finisce bene”. Bensì, affonda le sue radici nel concetto del Giusto: Fabien, l’oscuro amministratore di condominio, si affida alla sua coscienza per salvare Émeline, rifuggendo dalla voce della paura, che pure è legittima.

Ma non era facile dare un seguito a Émeline: c’era il timore di spezzare un incantesimo, forse. Poi, recentemente, ho incontrato la storia – vera – di Le Chambon-sur-Lignon, il villaggio francese dell’Alta Loira, dove un’intera comunità, guidata da un pastore protestante, ha salvato dalla persecuzione nazista migliaia di ebrei, in maggioranza bambini. Solo allora ho pensato che Émeline avesse trovato una casa.

E sono felice di poter annunciare a tutti quei bambini, bambine, ragazzi e ragazze che nel tempo mi hanno chiesto di dare a Émeline la possibilità di raccontarsi dentro il suo particolare percorso di salvezza, di aver trovato le parole per esaudire quel desiderio.

È stato per me commovente e liberatorio raccontare il riscatto di quella bambina che in un giorno di maggio, nella scuola che era come una casa per lei, guardò allontanarsi da sé tutte le persone che prima le sorridevano: i soldati nazisti erano andati a cercare gli ebrei che frequentavano le scuole francesi. In un momento Émeline diventò la bambina più sola del mondo: quella solitudine aveva bisogno di un riparo. Di un riparo umano che significasse amore. Io credo che sia stato questo il senso dell’attesa di una nuova storia per Émeline.

Daniela Palumbo